| Praiano
si stende a mezzacosta, parallela
al mare, per un buon tratto di strada, a
monte e a valle della statale. Case sparse,
che a tratti si raggruppano, per tornare poi a sparpagliarsi
nel verde. Ogni tanto, una scalinatella
più o meno larga serpeggia tra le case per scendere
giù fino alla costa impervia ed alta, tra terrazze
di limoni e fiorita macchia mediterranea.
Qua
e là, una caletta, una piccola spiaggia, un angolo
di paradiso. Come per esempio la marina di Praia,
l'unico vero approdo di questo aspro
tratto di costa a cavallo di Capo Sottile.
Paese
contadino e dal nobile passato, Praiano:
fu sede di un'università angioina,
residenza estiva dei dogi amalfitani,
perfino luogo di produzione di sete pregiate. Tutto
questo portò benessere e sviluppo economico, che
tuttavia non poté compiersi del tutto a causa della
preponderanza della vicina Amalfi. Non diversamente
dagli altri paesi della Costa di Amalfi,
poi, Praiano condivise il declino
della potente Repubblica marinara, fino a conoscere l'amara
povertà dei secoli scorsi e dell'inizio del Novecento.
Arrivò
poi, il turismo, dapprima quello dei grandi viaggiatori,
poi quello delle persone comuni, italiane e straniere.

Il
night club "l'africana", di Praiano,
cui si accede da un sentiero
scavato nella roccia a picco sul mare è stato sede
di un ritrovo cult degli anni Cinquanta e Sessanta.
Ed è ancora molto vivo il ricordo delle scatenate
notti di ballerini e cantanti, degli amori fugaci e appassionati
di attrici e latin lover..
Delle
passate ricchezze, invece, non sopravvive che qualche cupola
maiolicata di piccole chiese, qui più interessanti
e meglio decorate che in altri paesi della Costiera Amalfitana
e Positano, (fatta eccezione,
naturalmente, per il monumentale Duomo di
Amalfi). Segnaliamo tra le altre la chiesa
di S. Luca Evangelista, che secondo la tradizione conserva
le spoglie del Santo omonimo, ed ospita diversi dipinti
dell'artista cinquecentesco Giovanni Bernardo
Lama, e la chiesa di S. Gennaro.

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